la storia

Villa Valguarnera, la prima dimora privata italiana vincolata come monumento di interesse nazionale, è tra le più importanti nel panorama europeo, con rimandi alle architetture barocche romane e sabaude. Fra i complessi settecenteschi della Sicilia è il più interessante per la qualità architettonica e per la sua posizione a cavallo di due golfi; è anche l’unico superstite nella quasi integrità, malgrado le aggressioni speculative subite dal  territorio.

Nel 1712, Maria Anna principessa di Gravina e Valguarnera fece “spianare la montagna” su cui doveva sorgere – su progetto del domenicano Tommaso Maria Napoli, allievo del Bernini – questo suo dono d’amore per il marito. Ispirata nella sua forma barocca alla  Basilica di San Pietro, circondata da un giardino pensile con annessi due teatri, scuderie, cappella, nonché padiglioni artistici, fontane e statue all’interno di un vasto parco, vi si accede attraverso un imponente cancello da quella che oggi è la piazza principale di Bagheria, luogo di villeggiatura per i nobili palermitani del XVIII secolo.

La dimora dei principi di Valguarnera, concepita a forma di chiave, è stato il fulcro di quella cultura illuminista che spaziava dalla botanica all’astronomia, dalla giurisprudenza all’alchimia, dalla massoneria ai Rosacroce. La famiglia di mecenati, influenzati dagli intellettuali illuministi come l’eclettico  Algarotti,  il matematico Niccolò Cento, il letterato Isidoro Bianchi,  sostenne le rivoluzionarie teorie di Newton e di Hume, gettando le basi, proprio a villa Valguarnera, di una nuova Costituzione, ispirata ai temi dell’Arcadia. Arti, scienza e leggi eque, promosse dal principe illuminato, rappresentato negli affreschi da Ercole, avrebbero salvato il popolo dall’Inquisizione e dall’assolutismo, conducendolo alla felicità. Così va letto il ricco apparato simbolico  della villa, dallo  zodiaco  del tempio di Palmira alla raffigurazione dell’uomo-Athanor, dall’ insistente presenza di Mercurio e di Apollo, ai misteri di Iside, fino ai monumentali gruppi scultorei in stucco di Ignazio Marabitti, sulla sommita` del corpo centrale, che raffigurano la trasformazione alchemica di Ercole in Apollo.

Nei secoli la villa, ammirata da Goethe e disegnata da Schinkel e Dufourny, e` stata centro di attività culturali, scientifiche e imprenditoriali. Si ricordano la scoperta, dall’osservatorio astronomico sulla “Montagnola” del parco, della Cerere Ferdinandea nel l802 da parte del padre Piazzi; la creazione nel l820 del Corvo duca di Salaparuta, il primo vino imbottigliato in Italia, di cui sopravvivono le imponenti cantine; la nascita nel l946 della Panaria Film di Francesco Alliata, principe di Villafranca e Valguarnera, produttrice dei primi documentari subacquei e di famosi film come “Vulcano” e “La Carrozza d’Oro”, protagonista Anna Magnani. Della Panaria Film la villa custodisce il prezioso archivio cinefotografico e le collezioni di prototipi e trofei.

A Villa Valguarnera, che da tre secoli riceve ospiti illustri, dai reali di Spagna, Francia e Inghilterra al generale americano Patton, eroe dello sbarco in Sicilia durante la seconda guerra mondiale, sono dedicate alcune opere importanti della letteratura contemporanea. Fra queste, le memorie dell’orientalista Fosco Maraini e i romanzi della figlia Dacia Maraini (Marianna Ucria e Bagheria), che nella villa dei suoi avi ha girato anche “L’amore coniugale” con Alberto Moravia, uno dei numerosi film ospitati sin dagli anni Quaranta a Villa Valguarnera.

Il parco di 15 ettari rimane oggi l’esempio più importante dei giardini privati del Settecento siciliano, sia per il suo inserimento in un contesto paesistico la cui unicità è stata immortalata dai massimi spiriti della cultura europea, che per i manufatti architettonici che ne caratterizzano la movimentata configurazione. Tra questi, il tempio di Urania in cima al percorso esoterico della Montagnola; l’originario sistema di raccolta e distribuzione delle acque tramite gebbie e canalette in terracotta immutate dall’epoca araba; e infine la Floretta, ultimo esempio superstite dei tre orti botanici del naturalista Cupani, le cui ricerche internazionali, fortemente incoraggiate dai principi di Villafranca e Valguarnera, hanno creato una collezione di essenze esotiche di grande pregio e oggi di stupefacenti  dimensioni, fra cui le prime Cycas, Euphorbia, Opuntia, Dracaena, Crassula ed Aloe importate in Europa.

Nell’estate 2013 Villa Valguarnera è stata oggetto di un’interpellanza parlamentare promossa dai senatori del Movimento 5 Stelle con lo scopo di chiarire la condotta tenuta dall’Amministrazione Pubblica circa gli innumerevoli abusi perpetrati a danno del complesso monumentale.

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